“Fare scuola a distanza, ma per sentirsi vicini”

Strade deserte. Cartelli che incitano a restare a casa. Striscioni alle finestre con arcobaleni disegnati da bambini. E scuole senza studenti e professori. Nelle settimane più surreali e inaspettate che potessimo immaginare, anche le abitudini consolidate sono stravolte. Dal 5 marzo tutte le scuole italiane hanno sospeso le lezioni per contribuire a ridurre i rischi da contagio da Covid-19. Sono alcune centinaia di milioni nel mondo gli studenti che improvvisamente hanno visto interrompersi di colpo l’attività didattica. Eppure la scuola non si è fermata. Ha trovato risorse per certi versi inaspettate, ha messo da parte lacci burocratici per concentrarsi sull’unica cosa che conta davvero: la continuità dell’offerta formativa, la qualità della relazione, il senso di appartenenza a una “comunità dell’apprendimento”. Anche l’Istituto Comprensivo 53 Gigante Neghelli di Napoli, così come altre scuole, ha reagito con creatività e passione, senza lasciarsi scoraggiare. Già giovedì 5 marzo ci siamo interrogati sulle misure da prendere, e il giorno dopo, venerdì 6, sono cominciate le prime attività a distanza, attività che si sono estese e meglio organizzate nella settimana successiva. L’implementazione di un adeguato ambiente digitale ha avuto una accelerazione molto forte. Sono già cinque anni che lavoriamo in questo senso e ciò ci ha permesso di sperimentare una didattica laboratoriale, nella nostra classe ad indirizzo digitale, nella quale agli studenti viene richiesto di “produrre” materiali digitali, non come opzione aggiuntiva ma come attività didattica ordinaria. Nel frattempo, con l’iscrizione alla piattaforma Google Suite for Education, ogni docente ed ogni studente, ed anche il personale della scuola, è stato dotato di un account istituzionale, (@ic53giganteneghelli.edu.it), e quindi ha potuto fruire di un ambiente digitale che permetteva l’accesso protetto ai vari servizi, compresa la videoconferenza. Nessuno si aspettava però che queste forme sinora utilizzate in via sperimentale e scelte da alcuni docenti come modalità per la condivisione di materiali con gli alunni della propria classe, dovessero improvvisamente diventare l’unica forma di didattica: la DAD. Chi l’avrebbe mai detto che saremmo riusciti a coinvolgere tutti i docenti dall’infanzia alla secondaria di primo grado. I docenti hanno risposto all’utilizzo della piattaforma con coraggio che è diventato determinazione, si sono messi in gioco, seguendo alla lettera le indicazioni del nostro “animatore digitale” e funzione strumentale area 3, Prof. Antonio Meoli, che tra i suoi compiti ha anche il supporto ai docenti. In poco tempo siamo stati in grado di fornire ai nostri studenti un’offerta formativa con due scopi fondamentali: proseguire il percorso didattico, nelle sue linee essenziali, ma anche mantenere vivo il contatto relazionale con gli alunni, rinforzare il senso di appartenenza alla classe, alla scuola e all’intera comunità. Le lezioni sono organizzate secondo classi virtuali (Classroom), video in diretta (ambiente Meet), materiali registrati, esercitazioni con valore formativo. Non sappiamo quanto durerà l’emergenza e siamo pronti a diversi scenari. Temo che però che la risoluzione di questa emergenza non sia così vicina, pertanto ho suggerito ai docenti di tener presente che non stiamo correndo i cento metri, ma piuttosto i tremila siepi o forse addirittura una maratona. Le videolezioni non vanno oltre i quarantacinque minuti, per poter far prendere fiato sia ai ragazzi e che ai docenti. Quello che è davvero commovente è la risposta dei miei studenti, hanno reagito con grande entusiasmo dimostrando quindi anche un apprezzabile senso di responsabilità, ci sono classi in cui la “presenza” virtuale è paragonabile a quella in presenza, con la registrazione del cento per cento di alunni in videolezione anche di mattina presto. Questo anno scolastico certamente sarà segnato da un percorso accidentato, ma la scuola resta vitale e lo dimostrano le tante attestazioni di stima ricevute, l’inserimento da parte dell’INDIRE nelle scuole Hi - Tech di Avanguardia educative e di supporto ad altre scuole d’Italia nel progetto “La scuola per la scuola”; l’incoraggiamento delle famiglie che comprendendo l’impegno profuso ci incoraggiano ad andare avanti. Mi auguro davvero questo spirito di gruppo, che è molto evidente in questa fase di emergenza, possa restare vivo anche in futuro per operare e contribuire alla formazione di prassi educative consolidate che caratterizzino la scuola del XXI secolo. Sicuramente, al termine di questo percorso, si saranno sviluppate nel sistema educativo nel suo complesso competenze plurime e diverse, che spaziano dal settore gestionale-organizzativo a quello didattico e che potranno costituire un valore aggiunto da considerare quando la scuola riprenderà le sue attività in presenza. Un ringraziamento particolare al nostro Prof.re Antonio Meoli che ha sempre creduto nell’utilizzo della didattica innovativa e digitale e che in questi giorni si è profuso per noi e per gli altri, allo Staff del Dirigente, al personale amministrativo, all’Equipe Formativa Territoriale Campania nella persona della Prof.ssa Maria Di Benedetto per il supporto, ed infine non ultimi ringrazio tutti i docenti che con professionalità, serietà e senso di appartenenza, che li contraddistingue da sempre, si sono attivati avviando iniziative ed attività per accompagnare la crescita morale, umana e culturale dei nostri alunni.

                                                                                    Il Dirigente Scolastico

                                                                               Prof.ssa Giuseppina Lanzaro

                                                Firma autografa omessa ai sensi dell’art. 3 del D. Lgs. n. 39/1993

 

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